Strumenti

    Gli strumenti necessari per iniziare la calligrafia sono:

    1. Pennello ”fude” ()

    2. Inchiostro “sumi” ()

    3. Pietra da inchiostro “suzuri” ()

    4. I fogli per calligrafia “hanshi” (半紙)

    1. Pennello ”fude” ()

    Il pennello è diviso approssimativamente in tre tipi: a setola piccola e corta, a setola media e setola lunga e grande. A seconda del pennello utilizzato cambia l’espressione della scrittura.

    Le setole sono sia bianche sia marroni. Quelle bianche sono generalmente di lana, con pelo morbido e sono adatte per scrittura “Sōsho” (草書) e “Gyosho” (行書).

    Le setole di colore marrone utilizzano invece i peli di animali come il cavallo, il procione, la donnola e il cervo e sono caratterizzati da forza e flessibilità.

    Per i principianti si raccomanda l’utilizzo dapprima del pennello a setola marrone corta e una volta padroneggiato lo strumento il passaggio successivo alla setola bianca di lana.

    Nella scelta del pennello, il prezzo senz’altro è un parametro da considerare ma i seguenti quattro punti sono quelli maggiormente indicati per guidare alla scelta.

    a. estremità appuntita

    b. punte dei peli che convergono verso la punta in modo ordinato

    c. la setola bagnata e ruotata sul palmo della mano non si scompone

    d. elasticità nella media

    Come pulire il pennello

    Dopo aver usato il pennello, lavare solo la parte in cui è stato applicato l’inchiostro. Se l’intero pennello viene lavato si deteriorano le parti fissate con la colla con maggiori difficoltà per la scrittura. D’altra parte, non asciugare bene tutti i pennelli utilizzati farà si che l’inchiostro diventi appiccicoso e i peli si spezzino.

    2. Inchiostro “sumi” ()

    Esistono i seguenti due tipi di inchiostro, l’inchiostro giapponese “waboku” (和墨) e l’inchiostro di origine cinese “Touboku” (唐墨).

    L’inchiostro viene prodotto mescolando la fuliggine bruciata dell’olio di colza impastato con delle fragranze e addensante. In questo modo si ottiene l’inchiostro solido. Versando acqua nella pietra da inchiostro in un processo lento, l’inchiostro passa allo stato liquido.

    Per risparmiare tempo sono disponibili in vendita preparati di inchiostro a base liquida già pronti per l’uso detti “Bokujū” (墨汁).

    Tuttavia, gli inchiostri ottenuti per sfregamento da stato solido, rispetto a quelli già liquidi sono in grado di produrre colori più profondi. Inoltre, modificando la pietra da inchiostro e regolando la potenza di sfregatura, è possibile cambiare tono e intensità del colore dell’inchiostro.

    L’inchiostro solido inoltre è composto solo da materiali naturali come fuliggine e addensante, e normalmente non contiene sostanze chimiche con ingredienti come conservanti ed essiccanti. Dopo l’uso non può essere conservato a lungo e nel tempo di deteriorerà solidificandosi. Va pertanto adoperato in giornata.

    3. Pietra da inchiostro “suzuri” ()

    Esistono i seguenti tipi di pietra da inchiostro, quella di origine cinese “tōken” (唐硯) e quella giapponese “waken” (和硯).

    Sono prodotte dalla lavorazione di rocce naturali adatte per sfregarvi l’inchiostro, ricavate attraverso lavorazione con scalpello.

    La parte contenente la vaschetta si chiama “umi” ()ed è qui che si raccoglie l’inchiostro. La parte piatta invece dove avviene la sfregatura è denominata “oka” (). Su questa superficie è presente inoltre una parte dal nome di “hōbō” (鋒鋩), ovvero un’area irregolare da dove l’inchiostro scivola verso il basso.

    L’utilizzo prolungato fa si che questa componente diventi lucida e il processo di liquefazione dell’inchiostro divenga più difficoltoso.

    Pertanto, si consiglia di levigare leggermente con una mola (la più morbida possibile) circa una volta al mese.

    Occorre lavare la pietra dopo l’uso o pulire l’inchiostro con della carta.

    4. I fogli per calligrafia “hanshi” (半紙)

    Esistono vari tipi di carta, come quelli che non si impregnano, quelli che si impregnano molto e quelli che sfocano la nitidezza del tratto.

    La bellezza delle linee e dei colori dell’inchiostro dipende molto dalla qualità della carta. Ad esempio, nello stile “Gyōsho” (行書) è più estetico avere delle sfocature.

    Per i principianti, è meglio scrivere sui fogli con meno sfocatura.

    Pertanto occorre individuare il rapporto tra pennello e inchiostro e selezionare il foglio più adatto allo scopo.

    Il foglio ha un fronte e un retro. Il fronte è liscio e scorrevole ed è quindi su questo lato che si compongono i caratteri.

    I foglio normalmente sono disponibili nelle diverse varietà di origine vegetale quale il gelso “Kozo” (こうぞ), il cosiddetto arbusto della carta “Mitsumata” (みつまた), Diplomorpha sikokiana “Ganpi” (がんぴ), Bambù () e paglia (わら).

    Negli esercizi di calligrafia a volte viene utilizzata anche carta a base di cellulosa, ma nella creazione di opere si usa di frequente la carta artistica cinese “gasenshi” (画仙紙)

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